Un equilibrio difficile



Nella nostra società esistono due colori soltanto: nero o bianco.

Ma quante sfumature ci sono tra essi? E quanto possono essere belle?

Siamo sempre tutti alla ricerca del bello, della perfezione… ma cos’è la perfezione?

Non è forse un concetto che ci è stato imposto dall’esterno? Noi pensiamo che una cosa sia perfetta solo quando è così come il mondo esterno la descrive!

Le gambe perfette, il seno perfetto, la bocca perfetta, l’alimento perfetto…

E per quanto invece siamo perfetti noi, non andremo mai bene!


Queste parole per dire che viviamo in un mondo pieno zeppo di assuefazioni e ormai siamo tutti predisposti a pensare a determinate cose perché è “normale”. Ma è normale davvero?


E se invece iniziassimo a pensare quello che noi sentiamo come normale? Se iniziassimo a capire che ognuno di noi è perfetto tanto quanto gli altri? Se iniziassimo a comprendere che la vera via per essere felici è amare se stessi e non fare di tutto perché gli altri ci amino?


Credo che questo debba essere l’obiettivo primario della vita di ciascuno, quella cosa più difficile da raggiungere, che richiede fatica, impegno, determinazione, ma che una volta compresa può aprire la strada a qualsiasi prospettiva di realtà.

Ci vuole equilibrio nella vita e non è cosa facile, lo ammetto, ma sono certa sia la miglior cura dell’anima. Quando si vede troppo nero o troppo bianco qualcosa non va e prima o poi ci spezzeremo.

Questo nella vita, così come nell’alimentazione.


Oggigiorno siamo circondati da ondate di pubblicità alimentari, polverine magiche, pillole speciali… e presi dalla disperazione molti di noi abbracciano quello che viene, senza pensarci due volte.

La volete la verità? Non c’è pillola magica che tenga, non c’è nessuna polvere miracolosa, ci siete solo voi e il vostro io.

E fintanto che non imparerete cosa vuol dire prendersi cura di se stessi, non farete altro che arrampicarvi tra i rovi di questa società, ahimè opportunista.


Ma come si raggiunge questo equilibrio? Chi me lo insegna?


La domanda del secolo… ve lo starete chiedendo, no?

Sapete chi ve lo insegna? Voi stessi. Mente e corpo sono due unità così separate, ma così unite.

Il vostro corpo vi parla, ascoltatelo.

Accettare e capire di avere un certo tipo di fisicità è uno dei primi passi da compiere, c’è chi nasce con le gambe più affusolate, chi con l’addome più piatto, e inevitabilmente quando si ha una cosa si vuole anche l’altra, no?


Beh, non è sempre così, non dall’oggi al domani, non con le miracolose diete del vicino! Ci vogliono tempo, pazienza, costanza, sacrifici, determinazione, ma soprattutto ci vuole equilibrio.

Dall’oggi al domani non imparerete ad amarvi o ascoltarvi. E poi ricordatevi che siete esseri umani in continua evoluzione, non sarete mai uguali, ed è esattamente per questo che è fondamentale piacersi ogni giorno, dove si è, per quello che si è.

Ogni volta che mangiate qualcosa, il vostro organismo lo elabora, lo fa proprio e reagisce in un modo piuttosto che in un altro. Imparate ad ascoltare come vi sentite dopo un pasto: energici, pieni di vita e di voglia di fare oppure stanchi, appesantiti o affaticati.

Spesso non ci rendiamo conto che è proprio il modo in cui mangiamo a portarci via le energie che ci servono! Siamo stanchi e diamo colpa al troppo lavoro e allo stress, sì certo, in parte sarà anche quello, ma all’alimentazione chi ci pensa?


Chi di voi dopo aver mangiato ascolta cosa il proprio corpo dice? Siate sinceri.

Vi svelo un segreto, prima imparerete a recepire i segnali del vostro corpo e prima imparerete ad amarvi perché saprete di cosa ha bisogno. È un po’ come prendersi cura di un bambino, no? Prima si riesce a capire il linguaggio del bimbo e prima sapremo cosa dare lui in ogni momento.

Ecco, questo è un po’ il mio approccio al mio lavoro di dietista. Amo aiutare le persone a comprendere che l’alimentazione deve essere amore per se stessi, una vera e propria forma di arte. Amo condurre le persone verso una ricerca di sé, un ritorno al proprio io. Perché sì, siamo unici e se c’è un corpo con il quale dobbiamo vivere per sempre, è il nostro.


EM.

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